Un saluto


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Questo bel dire è un atto d’amore verso il proprio paese e verso la propria gente.
Per un prezioso recupero delle memorie e delle tradizioni dei luoghi, la rivendicazione appassionata, intelligente e riccamente documentata delle proprie origini e della propria identità culturale.
È il segno del profondo attaccamento e dell’affetto che ci lega alla propria terra e ai suoi paesani.
È un pensiero che è tanto più importante e apprezzabile in quanto viene scritto in un tempo in cui tutto si dimentica, si banalizza e si standarizza, rinnegando e distruggendo la nostra vera ricchezza costituita dalle memorie e dal paesaggio che abbiamo ereditato, costruito dalla nostra gente anno dopo anno, secolo dopo secolo, con amore, fatica, sacrifici e saggezza.

venerdì 27 dicembre 2013

Riti religiosi

NATALECCI

I Natalecci, i fuochi del solstizio d'inverno Sabato 24 Dicembre 2011
Ancora negli anni 50 Una tradizione particolarmente sentita a Bolognana era l'accensione dei "Natalecci", che si riproponevano da epoca immemorabile, la sera della Vigilia di Natale appena scende la sera. Dalla durata e dalla resistenza di questo grande falò, acceso dove adesso c'è il magazzino del Giulio infondo alla via della grotta dentro i ruderi della casa franata in tempo di guerra.
Da comportamento del fuoco e dalla sua durata si traevano importanti auspici sul nuovo anno che andava ad iniziare. La costruzione dei natalecci, impegnava giovani e meno giovani per molti giorni, infatti la struttura raggiungeva altezze notevoli e la sua stabilità è garantita da un complicato intreccio di legname ricavato dalla pulitura e rimonda del bosco e del sottobosco.
In Garfagnana questa usanza è ancora celebrata in occasione della vigilia di Natale; consistono in costruzioni, generalmente a forma cilindrica alte più di dieci metri  (possono arrivare anche fino a 20 metri) e con un diametro di tre/quattro, effettuate intrecciando intorno ad un palo di castagno una grande quantità di rami di ginepro. La struttura portante solida  fa in modo che la fiamma sia duratura e ciò si ottiene grazie all'abilità di chi lo costruisce.

Nel corso della preparazione si suole consumare banchetti mentre vengono espresse grida bene auguranti che lodano il fuoco. 


Le “rinchiesate”

Rinchiesare: tornare in chiesa dopo un periodo di assenza per parto.
Rinchiesate: le donne che dopo il parto tornavano in chiesa.
La rinchiesatura era una cerimonia piuttosto semplice: la chiesa ordinava che le puerpere, prima del battesimo della creatura alla quale avevano dato la vita, dovevano recarsi in chiesa, vestite di scuro, con il capo coperto da un velo o da un fazzoletto nero allacciato sotto la gola e fermarsi sulla porta del tempio.
Il sacerdote accendeva una candela consegnandola alla donna e, pregando, entravano in chiesa.
Il sacerdote, aspergeva con l’acqua santa la penitente che, pregando, andava in pace. La cerimonia della rinchiesatura era finita.
Questa cerimonia a Bolognana si è protratta fino agli anni 1958/1960, poi fu tralasciata per disposizione della gerarchia ecclesiastica.
Prima della rinchiesatura la donna non poteva ricevere il sacramento della Comunione se non in grave pericolo di vita, a discrezione del sacerdote.

La benedizione delle stalle e dei campi

Molti anni fa, quando ero ancora bambino era in uso tracciare una piccola croce sugli usci delle case e delle stalle, delle capanne, dei metati e perfino dei pollai, usando una candelina benedetta accesa, prima in chiesa davanti al sepolcro di Gesù morto.
Il segno di croce così tracciato allontanava gli spiriti cattivi, streghi e streghe.
Sempre nella settimana santa le mamme cucivano i brevi, dei pacchettini quadrati contenenti pezzetti di foglie di olivo benedetto, pezzetti di palma e di candeline.
Il breve, confezionato con stoffa color rosso, ed assicurato con due fettucce alle corna delle mucche che dovevano figliare, aveva anche lo scopo di allontanare il malocchio e le varie stregonerie.
Un ramoscello di olivo benedetto nella Domenica delle Palme, era portato nel campo e nell’orto per invocare da Dio un buon raccolto, allontanare la grandine, le tempeste e la siccità, portatori di miseria e carestia.

Giorgio · Nessuna visita · Lascia un commento 

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