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Questo bel dire è un atto d’amore verso il proprio paese e verso la propria gente.
Per un prezioso recupero delle memorie e delle tradizioni dei luoghi, la rivendicazione appassionata, intelligente e riccamente documentata delle proprie origini e della propria identità culturale.
È il segno del profondo attaccamento e dell’affetto che ci lega alla propria terra e ai suoi paesani.
È un pensiero che è tanto più importante e apprezzabile in quanto viene scritto in un tempo in cui tutto si dimentica, si banalizza e si standarizza, rinnegando e distruggendo la nostra vera ricchezza costituita dalle memorie e dal paesaggio che abbiamo ereditato, costruito dalla nostra gente anno dopo anno, secolo dopo secolo, con amore, fatica, sacrifici e saggezza.

mercoledì 8 gennaio 2014

Mestaine

Maestaine (Mestajine)
Marginette

Lungo le antiche vie delle Alpi Apuane era consuetudine erigere edicole votive localmente dette maestaine (o mestaine o immaginette o marginette). I luoghi prescelti erano generalmente gli incroci, luoghi in cui si pensava vi fossero le divinità. Oltre al motivo di culto ve ne era uno più pratico, cioè quello di indicare la strada ai viandanti. Le maestaine erano costruite anche intorno ad una proprietà o a un paese e servivano, oltre che da "protezione" religiosa, a delimitarne i confini. Fin dall'epoca romana queste "maestà" erano visitate con regolarità con vere e proprie processioni dette "rogationes". Il cristianesimo fece proprie le "Rogazioni" che si svolgevano in primavera e servivano per chiedere la grazia a Dio e alla Madonna per un abbondante raccolto, oltre alla protezione dalla fame, dalle malattie e dalle guerre.
Il gran numero di maestaine presenti sul territorio della Valle del Serchio ci induce a ritenere che esse non siano frutto di estemporanee iniziative dei fedeli, bensì di un rituale religioso consolidatosi nei secoli. La costruzione di maestaine, dedicate in particolare alla Madonna ed ai vari Santi, lungo le strade di campagna, a confine tra le proprietà, ad un bivio, a ringraziamento per un voto esaudito, per uno scampato pericolo, per un brutto evento superato, per un attestato pubblico della propria fede, va inserita nel fermento religioso che coinvolse tutta la Valle nel 1600-1700, anche in relazione ad una certa tranquillità politica, di cui sono testimoni le splendide chiese presenti anche nei piccoli paesi. 
Rappresentano l'espressione di fede degli abitanti della montagna.
Contenevano, un' immagine sacra che generalmente era scolpita in marmo, riportante la madonna o qualche santo protettore.
Le Maestaine nascono intorno al 1600, dopo il concilio di Trento e sono il risultato della profonda religiosità del paese, ma esse avevano anche lo scopo di proteggere i numerosi pastori o i viandanti dagli improvvisi cambiamenti climatici.
Durante la bella stagione cioè in primavera ed estate diverse pie donne, la domenica pomeriggio andavano alle Maestaine  a recitare rosari e preghiere.
Oggi questa tradizione è sparita del tutto, come sono sparite molte Maestaine che si trovavano lungo le mulattiere oggi non esistono più.
A ogni crocevia se non c'era una croce c'era un' immagine c'era una croce e tutti i viandanti offrivano una preghiera.
C'erano delle preghiere fatte apposta e persino in rima:

Fermati o passegger non ti sia grave
chinare il capo e recitare un' ave
Maria Santissima di Monte nero
copriteci col vostro velo
Guidateci per la via sicura del cielo
Madre del buon consiglio
pregate per vostro figlio
che ci liberi da ogni periglio
e in morte ci dia buona sorte.
Lungo le antiche vie delle Alpi Apuane era consuetudine erigere edicole votive localmente dette maestaine (o mestaine o immaginette o marginette). I luoghi prescelti erano generalmente gli incroci, luoghi in cui si pensava vi fossero le divinità. Oltre al motivo di culto ve ne era uno più pratico, cioè quello di indicare la strada ai viandanti. Le maestaine erano costruite anche intorno ad una proprietà o a un paese e servivano, oltre che da "protezione" religiosa, a delimitarne i confini. Fin dall'epoca romana queste "maestà" erano visitate con regolarità con vere e proprie processioni dette "rogationes". Il cristianesimo fece proprie le "Rogazioni" che si svolgevano in primavera e servivano per chiedere la grazia a Dio e alla Madonna per un abbondante raccolto, oltre alla protezione dalla fame, dalle malattie e dalle guerre.
Il gran numero di maestaine presenti sul territorio della Valle del Serchio ci induce a ritenere che esse non siano frutto di estemporanee iniziative dei fedeli, bensì di un rituale religioso consolidatosi nei secoli. La costruzione di maestaine, dedicate in particolare alla Madonna ed ai vari Santi, lungo le strade di campagna, a confine tra le proprietà, ad un bivio, a ringraziamento per un voto esaudito, per uno scampato pericolo, per un brutto evento superato, per un attestato pubblico della propria fede, va inserita nel fermento religioso che coinvolse tutta la Valle nel 1600-1700, anche in relazione ad una certa tranquillità politica, di cui sono testimoni le splendide chiese presenti anche nei piccoli paesi. 
Quale messaggio, oggi, ci può arrivare dai nostri antenati, attraverso una semplice maestaina? Non avere timore di difendere la nostra storia, i sentimenti religiosi, cultura e tradizione. Amiamo e valorizziamo la terra dove siamo nati. 

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