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Per un prezioso recupero delle memorie e delle tradizioni dei luoghi, la rivendicazione appassionata, intelligente e riccamente documentata delle proprie origini e della propria identità culturale.
È il segno del profondo attaccamento e dell’affetto che ci lega alla propria terra e ai suoi paesani.
È un pensiero che è tanto più importante e apprezzabile in quanto viene scritto in un tempo in cui tutto si dimentica, si banalizza e si standarizza, rinnegando e distruggendo la nostra vera ricchezza costituita dalle memorie e dal paesaggio che abbiamo ereditato, costruito dalla nostra gente anno dopo anno, secolo dopo secolo, con amore, fatica, sacrifici e saggezza.

venerdì 27 dicembre 2013

Guerra in Garfagnana settembre 1944 novembre 1944

Inizialmente la Garfagnana doveva essere risparmiata dagli eventi bellici di quel periodo: nei piani dei Tedeschi era considerata, assieme alla Versilia, una zona bianca, adibita a raccogliere gli sfollati dei territori interessati dagli scontri. Eppure non fu così: si consumò una guerra di logoramento tipica delle battaglie di trincea della Prima Guerra Mondiale che durò 7 mesi, caratterizzata prevalentemente piccoli scontri tra le pattuglie armate.

I Tedeschi con la loro ritirata in Garfagnana erano circondati in un fronte da dove potevano essere attaccati lungo 40-50 km che partiva da Ponte a Moriano e giungeva fino a Camaiore e Pietrasanta.
Dopo aver ridefinito le strategie e preavvisato la loro avanzata con serie quotidiane di bombardamenti verso i vari obiettivi militari, gli Alleati guidati dalla divisione "Buffalo" e dai partigiani iniziarono la lenta risalita verso i monti garfagnini.
In una settimana i soldati brasiliani avanzarono di circa 20 km liberando Barga ad est del Serchio, Fornaci di Barga (fondamentale per le sue industrie metallurgiche), Gallicano ad Ovest del Serchio, Sommocolonia, Ghivizzano, Piano di Coreglia.
Si andava così a formarsi un fronte che rimase bloccato per tutto l'inverno tra il 1944 e il 1945. Solo le quotidiane incursioni aeree con bombardamenti (soprattutto nell'area tra Castelnuovo di Garfagnana e la Media valle e qualche scontro tra le forze armate smossero una situazione tipica delle guerre di trincea.
I brasiliani furono più volte bloccati lungo il fronte della Linea Verde II dai Nazisti e dai Fascisti delle Divisioni Monterosa e Italia, giunte in rinforzo per volere di Mussolini e Kesselring.
Cominciarono così operazioni notturne di pattugliamenti di partigiani e Alleati nella zona che comprendeva tutta la Valle da Ovest a Est tra le linee degli schieramenti.
La Wintergewitter Aktion e l'operazione Second Wind (dicembre 1944-aprile 
Nel mese di Novembre e per parte del mese di Dicembre del 1944 la situazione rimase immobile anche per la stagione e per le abbondanti piogge cadute, non ci furono sviluppi. Il Comando degli Alleati fu trasferito da Borgo a Mozzano a Bagni di Lucca, mentre le linee di combattimento il centro nevralgico delle operazioni Nazifasciste diventò Castelnuovo di Garfagnana.
Prevalentemente gli scontri erano di artiglieria e si concentrarono nella zona di Fosciandora.
L'evento più rilevante fu la "Wintergewitter Aktion", o "Battaglia di Natale", avvenuta tra il 26 e il 29 Dicembre 1944. Le forze Naziste, guidate dal luogotenente generale Otto Fretter Pico, riuscirono a sfondare le linee difensive alleate, dimostrando i limiti delle difese americane e raggiungendo il 27 Dicembre 1944 la zona Barga, Fornaci di Barga, Bolognana, Gallicano e Vergemoli, distanti una decina di chilometri, dove si trovavano magazzini di armi e munizioni. Gli unici a mantenere le postazioni di difesa furono i partigiani che si rifugiarono sui monti.
Quest'attacco fu fortemente voluto da Mussolini e da Kesselring per avere una dimostrazione della scarsità delle difese nemiche.
In questa situazione, gli Americani furono colti di sorpresa, anche se, dalle loro postazioni sulle alture, avevano notato che i nemici stavano ammassando truppe in preparazione ad un eventuale attacco. La maggior parte delle operazioni si sviluppò nelle alture di Bolognana e Sommocolonia, località comprese tra Barga e Gallicano: una volta conquistata i Nazisti avrebbero potuto controllare le mosse dei nemici fino a Borgo a Mozzano.
Il 28 Dicembre 1944 ci fu l'immediata reazione degli Alleati che, con l'aiuto dei Gurkha nepalesi dell'8 Divisione Indiana e un massiccio bombardamento e mitragliamento di 100 caccia-bombardieri, rispedirono indietro le forze Naziste e riportarono in breve la situazione allo stato precedente.
Gli scontri nella Battaglia di fine anno furono i più feroci del periodo: si contano più di 70 vittime tra le file tedesche e circa 20 tra le file degli Alleati e altrettanti tra i partigiani.
Sommocolonia fu definitivamente liberata il 2 Gennaio 1945 dai soldati della 92 Divisione Buffalo con l'aiuto dei soldati nepalesi.
Questo episodio fu l'ultimo, tra i più rilevanti, fino all'Aprile 1945 sia per le condizioni climatiche sia per la visione secondaria di questo fronte. Come nei mesi precedenti le azioni militari consistevano in pattugliamenti notturni da parte degli Alleati e dei partigiani per poter ricavare più notizie possibili riguardo alle postazioni nemiche.q
Dopo oltre un mese di inattività su tutto il fronte, la prima azione Alleata degna di nota scattò la notte del 5 febbraio 1945 con l'operazione Fourth Term in cui la 92ª divisione attaccò lungo la valle del Serchio, senza però ottenere nessun risultato di rilievo.

Dopo questi scontri i vantaggi furono per gli Alleati dal punto di vista del morale (maggiori consapevolezze di vincere), materiale (conquista di magazzini di armi, munizioni e viveri) e territoriale con l'avanzamento anche se limitato del fronte. Tuttavia la situazione non si sbloccò: a causa delle condizioni climatiche e della scarsa considerazione di questo fronte i tempi di combattimento continuarono ad allungarsi; non si verificarono attacchi importanti, per lo più i soldati Alleati si limitarono a cannoneggiare e bombardare i punti strategici della Valle o a pattugliamenti notturne e azioni di disturbo, con l'aiuto dei partigiani, allo scopo di ottenere notizie sulle postazioni nemiche.
Negli ultimi mesi di guerra, nelle file dei Tedeschi, si moltiplicò il fenomeno delle disserzioni, soprattutto da parte delle truppe italiane della Divisione Monterosa e Italia che si consegnarono direttamente agli Alleati.
Il 18 Aprile 1945 in Garfagnana scattò l'Operazione Second Wind: in un'azione combinata con l'aiuto di pesanti mitragliamenti e bombardamenti, risalendo da Gallicano, i partigiani sfondarono la Linea Verde II seguiti dagli Alleati che, il 20 Aprile 1945, entrarono a Castelnuovo.
Nella fuga i Nazisti continuarono a distruggere ponti strade e gallerie. La Garfagnana, dopo la liberazione della valle e dei comuni circostanti avvenuta entro il 25 Aprile 1945, era stata liberata definitivamente dall'oppressione Nazista.

I danni della guerra

I giorni seguenti la ritirata delle truppe Nazifasciste furono giorni di disordini, la guerra non era ufficialmente terminata né tantomeno gli effetti ridondanti della guerra civile che portarono a vendette e regolamenti di conti tra la popolazione.
Tuttavia la guerra combattuta in queste zone non fu mai eccessivamente violenta, anche se i danni subiti da popolazione ed infrastrutture furono molto ingenti: in totale si contarono 360.000 sfollati. Le varie problematiche nascono quando si tratta di fare la conta delle vittime: per quanto riguarda i civili e i partigiani caduti in battaglia, se ne contano circa 1300; per quanto riguarda i civili, le cifre si attestano sui 2500 morti contando i massacri dei Nazisti. Tuttavia queste cifre non si possono considerare complete perché all'epoca i censimenti dei comuni erano prevalentemente parziali.
Le zone più colpite erano a ridosso di infrastrutture o nei pressi della Linea Gotica. Il simbolo della distruzione di questa guerra fu Castelnuovo di Garfagnana che, per il 95% della sua estensione fu rasa al suolo, bombardata quotidianamente per tutto il periodo dei combattimenti da parte dell'aviazione anglo-americana con danni economici che si contavano a decine di milioni di Lire.
Altre località che furono danneggiate dai bombardamenti furono: Molazzana, Fosciandora, Barga, Gallicano, Bolognana, Camporgiano, Careggine, Pieve Fosciana, Castiglione di Garfagnana, San Romano (e in particolare il Ponte di Villetta, Villa Collemandina, Vagli, Piazza al Serchio e Minucciano.
Molte strade furono bombardate o danneggiate, tra cui il Passo dell'Abetone, il Passo delle Radici, il Passo dei Carpinelli e la maggior parte dei collegamenti.
Oltre ai danni dei bombardamenti alleati si devono aggiungere quelli provocati dai Nazisti e dai Fascisti in ritirata verso strade, gallerie e ponti.

Giorgio · Nessuna visita · Lascia un commento 

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