Un saluto


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Questo bel dire è un atto d’amore verso il proprio paese e verso la propria gente.
Per un prezioso recupero delle memorie e delle tradizioni dei luoghi, la rivendicazione appassionata, intelligente e riccamente documentata delle proprie origini e della propria identità culturale.
È il segno del profondo attaccamento e dell’affetto che ci lega alla propria terra e ai suoi paesani.
È un pensiero che è tanto più importante e apprezzabile in quanto viene scritto in un tempo in cui tutto si dimentica, si banalizza e si standarizza, rinnegando e distruggendo la nostra vera ricchezza costituita dalle memorie e dal paesaggio che abbiamo ereditato, costruito dalla nostra gente anno dopo anno, secolo dopo secolo, con amore, fatica, sacrifici e saggezza.

venerdì 27 dicembre 2013

I Metati


Procedimento per l’essiccazione delle castagne nei “metati”: al momento della raccolta lecastagne vengono messe alla rinfusa nella parte alta del metato (sorta di solaio con pavimentazione fatta di listelli di legno di castagno). Al piano terra del metato (un locale senza finestreracchiuso da quattro muri grezzi) viene acceso il fuoco e mantenuto, senza fiamma, per quaranta giorni e quaranta notti. La legna per l’alimentazione del fuoco deve essere esclusivamente di castagno.A metà periodo di essiccazione le castagne devono essere completamente rigirate (girate) per far sì che l’operazione risulti il più possibile omogenea. Dopo i quaranta giorni di fuoco continui dettisi procede alla “batdura” e cioè alla sbucciatura delle castagne, che, mentre una volta veniva fatta introducendole in un sacchetto di juta e battendole sopra tronchi di legno, adesso, ad esempio,la eseguono con un’apposita macchina anteguerra recuperata e restaurata allo scopo, come pure e stato fatto con il restauro del metato. L’ultima operazione consistenel vaglio delle castagne secche per selezionare quelle migliori da mettere in commercio, mentre le altre vengono macinate al mulino ad acqua per ricavarne farina dolce dal saporeantico. 

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