La storia della passerella di Bolognana è strettamente legata allo stabilimento dell'attuale Europa Metalli di Fornaci di Barga o meglio alla Società Metallurgica Italiana (S.M.I.), come si chiamava alla sua nascita e come volgarmente è ancora conosciuta. Lo stabilimento nacque nell'autunno del 1915, in occasione dell'inizio della prima guerra mondiale, per la produzione di bossoli e proiettili di ogni calibro e tipo.
Questa lavorazione richiedeva molta mano d'opera, che venne reclutata in massima parte nei paesi limitrofi. Basti pensare che nel corso della suddetta guerra lo stabilimento di Fornaci di Barga arrivò ad impiegare oltre 4500 operai. Il personale, tra cui molte donne, doveva spostarsi a piedi, essendo scarsi i mezzi pubblici di trasporto e praticamente inesistenti quelli privati; solo i più fortunati possedevano una bicicletta! E' vero che era già in funzione la linea ferroviaria Lucca - Castelnuovo Garfagnana, inaugurata nel 1912, ma il cui percorso nel tratto a noi interessato si svolgeva sulla sinistra orografica del fiume Serchio. Ecco allora l'esigenza di collegare con lo stabilimento i paesi sulla sponda destra a mezzo di una "passerella". Infatti, in quel periodo i ponti più vicini alla S.M.I. erano quelli di Gallicano e Calavorno già esistenti alla fine del 1800.
TRAGHETTI SUL FIUME SERCHIO.
In quel tempo una funzione importante fu svolta dal traghetto che collegava Turritecava con Ponte all'Ania, paese che agli inizi del 1900 rappresentava un notevole centro commerciale. Infatti, Fornaci di Barga, prima della costruzione dello stabilimento era solo un piccolo borgo agricolo.
Il traghetto in questione, consisteva in una barca che scorrendo lungo un cavo d'acciaio fissato a due cavalletti di legno installati sulle due sponde, collegava Turritecava (località Baronetto) con Ponte
all'Ama (all'incirca di fronte alla stazione ferroviaria.) Tale servizio, presieduto da un barcaiolo
durante tutto l'arco della giornata, era iniziato alla fine del 1800 e terminò solo nell'anno 1960, cioè fino alla costruzione dell'attuale passerella di Turritecava. Ben quattro famiglie, che si sono succedute nel tempo, hanno vissuto di tale lavoro! Ma come detto sopra il traghetto non era rilevante per il collegamento con Fornaci di Barga, perché troppo distante. Ecco allora che un'ingegnosa signora di Bolognana, agli inizi del 1900, comperò una piccola barca ed istituì un servizio di collegamento diretto tra Bolognana e Fornaci, partendo proprio dal punto ove poi sarebbe stata costruita la prima passerella di legno. La barcaiola si chiamava Maria Nicolina Cecconi, nonna dei fratelli Renzo e Remo Poli di Bolognana. Ma a differenza del traghetto fisso di Turritecava, il servizio avveniva solo su richiesta. Insomma una specie di taxi: gli utenti si recavano a casa di Nicolina e fissavano l'ora di partenza e di ritorno sulla barca. Purtroppo di questa attività non rimane traccia scritta ne fotografica, ma solo la memoria storica degli anziani.

all'Ama (all'incirca di fronte alla stazione ferroviaria.) Tale servizio, presieduto da un barcaiolo
durante tutto l'arco della giornata, era iniziato alla fine del 1800 e terminò solo nell'anno 1960, cioè fino alla costruzione dell'attuale passerella di Turritecava. Ben quattro famiglie, che si sono succedute nel tempo, hanno vissuto di tale lavoro! Ma come detto sopra il traghetto non era rilevante per il collegamento con Fornaci di Barga, perché troppo distante. Ecco allora che un'ingegnosa signora di Bolognana, agli inizi del 1900, comperò una piccola barca ed istituì un servizio di collegamento diretto tra Bolognana e Fornaci, partendo proprio dal punto ove poi sarebbe stata costruita la prima passerella di legno. La barcaiola si chiamava Maria Nicolina Cecconi, nonna dei fratelli Renzo e Remo Poli di Bolognana. Ma a differenza del traghetto fisso di Turritecava, il servizio avveniva solo su richiesta. Insomma una specie di taxi: gli utenti si recavano a casa di Nicolina e fissavano l'ora di partenza e di ritorno sulla barca. Purtroppo di questa attività non rimane traccia scritta ne fotografica, ma solo la memoria storica degli anziani.
LA PRIMA PASSERELLA.
La costruzione della passerella iniziò poco dopo la partenza produttiva dello stabilimento; presumibilmente nel 1916, anche se non è stato possibile appurare l'anno con assoluta certezza. I lavori furono commissionati dalla S.M.I. La passerella, nella foto, era formata da varie coppie di pali di legno introdotti in tubi di acciaio debitamente infissi nel terreno fluviale e collegati tra di loro da tondelli d'acciaio. Alla loro sommità erano fissati dei cavi portanti in acciaio, che collegavano le varie campate. Più in basso erano fissati altri due cavi ben stesi, sui quali erano poste trasversalmente delle tavole di legno, che costituivano il piano di passaggio delle persone. Il tutto, come si evidenzia molto bene nelle foto della mostra, assomigliava ad un ponte himalaiano, che vediamo tuttora in molti documentar! su quei lontani paesi asiatici! Infatti, al passaggio delle persone la struttura ondeggiava paurosamente sia in senso longitudinale che trasversale ed ai lati non vi era traccia di alcun passamano per tenersi in equilibrio e per impedire eventuali cadute nel fiume sottostante! Nonostante ciò la costruzione di simile passerella pedonale fu considerata un grosso evento, che alleviò le fatiche dei numerosi operai che si recavano giornalmente a lavorare alla S.M.I, in particolare di quelli provenienti da Bolognana e Cardoso. Purtroppo, data la precarietà della struttura, la passerella non era in grado di resistere alle ondate di piena del fiume Serchio, le cui acque allora erano di ben maggiore portata, non essendo ancora sfruttate ad uso idroelettrico (la costruzione di tutto il sistema di gallerie ed invasi sul Serchio risale alla fine degli anni trenta). Succedeva così che ad ogni grossa "fiumara" (e mediamente se ne contavano due o tre l'anno!), la passerella veniva danneggiata più o meno vistosamente. In alcune foto della mostra si possono ben osservare le condizioni della stessa dopo il passaggio di una piena, e probabilmente neppure delle più violente. Ecco allora che i dipendenti della S.M.I. residenti nei villaggi dell'altra sponda erano costretti a servirsi del ponte di Gallicano, allungando così di molto i tempi di andata e ritorno dal luogo di lavoro, sempre naturalmente a piedi. Ma l'interruzione in genere durava pochi giorni e cioè di solito sino alla domenica successiva alla piena, sempre ovviamente che le acque fossero rientrate nel loro letto abituale. Infatti, nella prima festività utile, tutti gli uomini di Bolognana abili al lavoro si recavano sul posto e con gran lena provvedevano, quasi sempre nell'arco della giornata, al ripristino della passerella. Il tutto gratuitamente!; mentre da parte della S.M.I. venivano forniti gli eventuali materiali necessari alla ricostruzione. E così si andò avanti per oltre venticinque anni e cioè fino al 1942. Da notare che durante tutto questo tempo e nonostante la pericolosità di transito, nessun incidente mortale si è verificato sulla prima passerella di legno; fortuna o abilità? Probabilmente ambedue.
LA PRIMA COSTRUZIONE IN CEMENTO ARMATO.
Finalmente nel 1942 la S.M.I. dette inizio alla costruzione della passerella di cemento armato, affidandone i lavori alla ditta Mayer di Vittorio Veneto. Nella mostra sono esposti i disegni costruttivi del manufatto, nonché della strada d'accesso lato Bolognana. La costruzione del ponte, iniziata nell'autunno del 1942, fu portata a termine in pochi mesi e, nonostante il particolare periodo di autarchia, furono utilizzate tecniche moderne e materiali di ottima qualità. Basti pensare che anche il nuovo ponte ora terminato ha sfruttato le quattro colonne portanti di tutte le campate della vecchia passerella.
Purtroppo la seconda guerra mondiale non risparmiò la passerella di cemento armato. Un primo bombardamento americano nell'estate del 1944 sbagliò di poco il bersaglio, causando solo due grossi crateri nel terreno al termine del ponte, lato Fornaci. Furono invece le mine tedesche a distruggere due campate nell'ottobre dello stesso anno, in occasione della ritirata verso nord dell'esercito germanico. Giunti gli americani costruirono subito un tavolato di legno sopra le campate minate, per permetterne l'attraversamento pedonale. Ma gli stessi, in occasione della loro ritirata a causa della nuova offensiva tedesca del Natale 1944, minarono il ponte, aggiungendo la distruzione di un'ulteriore campata, oltre alla parte in legno da loro stessi costruita pochi giorni prima. Appena riconquistate le posizioni, i genieri dell'esercito americano provvidero ad una nuova ricostruzione di legno (foto), che, pur se con qualche difficoltà, permetteva il passaggio di automezzi. Questo tratto di legno rimase in vita fino al 1950, anno in cui la S.M.I. cedette la proprietà della passerella alla Provincia di Lucca, che nell'anno stesso provvide al ripristino in cemento armato della parte danneggiata durante la guerra. D'allora la passerella di Bolognana è rimasta pressoché inalterata, svolgendo l'importante funzione di collegamento con Fornaci di Barga ed ultimamente con la strada di fondovalle. Ma il ponte non era stato progettato per il passaggio degli automezzi. Infatti, all'inizio la S.M.I. aveva installato alle estremità due cancelli, che permettevano il passaggio solo di pedoni e di biciclette. Se qualche rara auto o barroccio con cavallo voleva transitare sul ponte, il conducente doveva recarsi alla portineria dello stabilimento (lato stazione di Fornaci di Barga) e chiedere il permesso alla guardia di turno, che veniva ad aprire i cancelli.
IL NUOVO PONTE
Ma i cancelli poi sono saltati ed il traffico di automezzi sulla passerella con il passare degli anni è divenuto insostenibile. Si è pertanto resa indispensabile la costruzione del nuovo ponte, anche in prospettiva di un eventuale by-pass in caso di blocco della fondovalle nel tratto Bolognana - Gallicano, ove incombe il rischio di una grossa frana del monte sovrastante. I lavori sono iniziati nella primavera del 2001 e praticamente terminati a fine novembre stesso anno, come previsto dal contratto!
Nella mostra sono esposte alcune foto riprese all'inizio e durante i lavori della nuova costruzione. Ma ormai siamo ad oggi 1° dicembre 2001 giorno dell'inaugurazione del nuovo ponte. Questa non è più storia, ma attualità, e termina pertanto il nostro compito rievocativo. Un ringraziamento all'Amministrazione provinciale ed ai Comuni di Barga e Gallicano, per interessamento dei quali si è portato a termine in breve tempo un'opera veramente valida ed oltretutto gradevole esteticamente. Il ponte ora è grande, ma la sua denominazione storica rimarrà sempre per la gente del posto "LA PASSERELLA DI BOLOGNANA". A ricordarcelo oltretutto rimarrà anche l'insegna del Bar - pasticceria La Passerella
Si ringraziano:
Foto Borghesi e Foto Rigali di Fornaci di Barga Famiglia Cheli di Gallicano e Famiglia Nobili di Turritecava per la gentile concessione di foto stanche. Europa Metalli per la concessione dei disegni costruttivi della passerella in cemento armato. Comune di Gallicano per la collaborazione. Sig. Poli Renzo per le notizie storiche.

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