QUANDO ATTRAVERSAVAMO IL SERCHIO CON LA BARCHETTA
Eravamo molto più giovani noi adulti degli anni “anta”, quando attraversavamo il fiume Serchio con la barchetta.
Erano gli anni 40, gli anni della guerra, poi della ricostruzione, della mancanza di lavoro, della povertà.
L’attività di barcaiolo, a quel tempo, era una delle tante, che un popolo animato di fantasia e di buona volontà, come il nostro, aveva creato per sopravvivere.
E per collegare i paesi di Turritecava Bolognana e di Piano di Coreglia, situati sulle rive opposte del Serchio, occorreva una barca che attraversasse il letto del fiume.
I mie nonni facevano uso della barca, quando volevano recarmi da Turritecava, a Ponte all’Ania e a Fornaci di Barga, per fare le compere.
Pagavamo circa 20 lire a testa ed la barcaiola Maria Nicolina Cecconi (nonna di mia madre) li spostava da una sponda all’altra del Serchio. Questo breve viaggio sul fiume rappresentava sempre una piacevole avventura ed aspettavano con ansia quell’occasione, per quel tempo, unica ed irripetibile.
Ai miei occhi di bambino di campagna, curioso ma privo di esperienza, il Serchio appariva grande ed immenso, nei periodo invernali, pauroso, la barcaiola un personaggio robusto e forte, idealizzato come un navigatore delle mie favole.
Grazie al progresso, è stato costruita, prima la passerella ed adesso il nuovo ponte, in cemento armato: la barca della
nostra infanzia, ormai, fa parte dei nostri ricordi, è una testimonianza del nostro passato.
Un’opera, quella attuale, che permette di migliorare le vie di comunicazione ed alleviare da un traffico pesante le frazioni del fondovalle del nostro comune, diminuendo disagi e problemi alle popolazioni che qui risiedono.
Un’opera importante e grande che valorizza il nostro territorio e da lustro al nostro Comune.